Elasticità.

Variante con gamba sollevata di Adho Mukha Svanasana, posizione del cane che guarda in basso, vengono attivati Muladhara e Svadisthana, primo e terzo chakra. Come eseguire Adho Mukha Svanasana: Mani attive e ben distese aperte alla stessa larghezza delle spalle, piedi alla stessa larghezza delle anche, rivolgi il coccige in alto, rilassa la schiena e spingi le ascelle in alto. Benefici: La posizione distende la colonna vertebrale e la parte posteriore del corpo rafforzando in particolar modo braccia e spalle riducendo la rigidità delle scapole. Tonifica e rilassa il sistema nervoso e attenua i dolori alla schiena. Rilassa e calma la mente.

Si dice che lo yoga sia per le persone flessibili. Falso. Ovviamente lo yoga è anche per le persone flessibili ma è soprattutto per chi vuole diventare flessibile. Ci vuole una certa elasticità per fare yoga. E non mi riferisco a quella fisica – quella si allena e col tempo arriva – bensì a quella mentale che dovrebbe sempre accompagnare quella fisica.

Uso il condizionale perché ogni tanto assisto a certe divertenti sceneggiate pseudo-deliranti tra i miei allievi che manco in curva. È solo una fortuna – o un caso laddove il caso non esista ma questo è un altro argomento – che abbiano intenzione di seguire un’intera lezione di yoga. Il tappetino è troppo vicino al vicino, c’è troppa gente, troppo rumore, troppo caldo, troppo freddo, si pretende di entrare e uscire quando ci pare che tanto noi non disturbiamo. Uff. Inspiro. Chiudo gli occhi. Abbasso le spalle, allineo la schiena e accenno un leggero sorriso. Espiro. Tutto passa.

Perfortuna non è sempre così ovviamente. Anzi.

Essere elastici è un lavoro, non è un dono e nemmeno un talento: può essere una dote che può disperdersi se non accuratamente coltivata. Lavorare sul corpo per renderlo più flessibile ci aiuta per osmosi a lavorare anche dentro di noi, rendendoci lezione dopo lezione sempre un po’ più sciolti nei movimenti, meno giudicanti con noi stessi e il nostro corpo.

Essere elastici non ci rende immuni da qualche piccolo fastidio. L’altro giorno una mia allieva mi ha chiesto se mi capita di soffrire di mal di schiena. Certo che ne soffro, decisamente molto meno rispetto a quando stavo tutto il santo giorno davanti al computer ma non vivo in una bolla di zucchero filato praticando e meditando tutto il giorno. Fuori dal tappetino la mia vita non è molto diversa da prima, bollette da pagare, il computer lento, il traffico, un po’ di nervosismo ed è un attimo che questi piccoli fastidio si insinuino proprio lì, tra le vertebre cervicali. Ora ho gli strumenti per capire cosa fare (anche questo argomento merita un approfondimento a sé) e soprattutto ho il mio kinesiologo-massaggiatore-agopunturista da cui vado appena posso. Si chiama Daniel è per me è un mago perché mi trasforma in una donna nuova e felice, letteralmente. Quando scendo dal suo lettino, appena poggio i piedi a terra e mi rimetto in posizione verticale mi sento immediatamente più in pace, più alta, decisamente bene. (>> Se volete il suo contatto, scrivetemi!).

Lo yoga e Daniel rendono elastico il mio corpo, ma il lavoro maggiore spetta sempre a me. Per cui ringrazio tutti gli imprevisti, tutti i mal di schiena e gli allievi lamentosi – che lo sono anch’io – perché è grazie a tutto questo che ogni giorno srotolo il tappetino.

❤️

Pubblicato da Sonia Pippinato

Yoga trainer 200RYT

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