Trasformazione.

red and green tree leaves on a sunny day

Se c’è una cosa che mi piace è l’idea del cambiamento. Alle volte mi piace solo l’idea. Alle volte mi piace l’idea e la sua messa in pratica. Ecco il momento, preziosissimo,  in cui l’idea diventa attualità, in cui il pensiero diventa azione, l’astratto diventa reale. È la trasformazione. È lì che le cose prendeono (un’altra) forma.

La trasformazione è già un atto rivoluzionario, perchè rivoluziona le nostre abitudini, scompaginandole, sradicando ogni regola, ogni pregiudizio, pgni apsettativa. La trasformazione è come una centrifuga, e come succede col bucato – con le lavatrici più moderne – possiamo decidere a quanti giri far andare la nostra centrifuga.

Trasformare deriva dal latino “transformare”, “trans” è inteso come al di là, andare oltre e “formare” significa dare forma. Trasformare significa dare una forma diversa rispetto alla primordiale. La trasformazione non muta solo la forma. Tutt’altro. Si occupa anche di cambiare aspetto e funzione. La trasformazione fà le cose per bene, eh.

Parlo di trasforazione perché in questo momento, in cui siamo tecnicamente in autunno (da oggi!) ma le temperture ci fanno ancora preferire le tshirt e i sandali alla manica lunga e alle felpe. Aspettiamo trepidanti i tappeti di foglie rosse per terra con i sandali ai piedi. Questo perché il corpo ha un suo naturale ritmo: dopo aver trepidamente aspettato il caldo dell’estate ed averne abbondantemente abusato, il corpo ha la necessità di rilasciare l’eccesso di calore e di energia accumulata. In questi passaggi di stagione (da quella calda a quella fredda e viceversa) che sono sempre meno graduali, l’organo che maggiormente lavora è lo stomaco. Nello specifico, lo stomaco è l’organo della fine dell’estate. Cosa fa lo stomaco? Trasforma. Trasforma il cibo ingerito in nutrimento per l’organismo, attraverso la sua trasformazione da cibo a sostanza chimica. Fa cambiare forma, aspetto e funzione al cibo.

Lo yoga di questo periodo dovrebbe addolcire il passaggio di stagione, attraverso una paratica che prediliga posizioni che operino sul meridiano stomaco, come le torsioni e i piegamenti in avanti, ma anche le aperture del cuore che coinvolgano il 3° e 4° chakra, le inversioni come Salamba Sarvangasana (la candela) in tutte le sue varianti e tanto pranayama (esercizi di respirazione), soprattutto i pranayama più neutri come quelli a narici alternate come Nadi Shodana Pranayama. Lo stomaco è un organo yang le cui emozioni correlate sono l’irrequitezza e la tranquillità. Si occupa della digestione e della distribuzione delle sostanze nutritive. Il meridiano stomaco parte dal naso e scende verso i piedi. Attraversa tutto il corpo in senso longitudinale: la mandipola, il petto, il ventre, l’inguine, percorre tutta la gamba e termina sul lato esterno del secondo dito del piede. Basta osservare dove scorre il meridiano S (stomaco) per capire immediatamente quali sono le posizioni che lo stimolano maggiormente.

meridiano-Stomaco
Meridiano Stomaco e le sue diramazioni

La trasformazione di questo periodo culmina con la luna piena di questa notte. La luna piena è il culmine del processo di evoulzione, in cui l’energia è al massimo. In tutti gli esseri viventi cresce e si amplifica la ricettività e il comportamento istintuale. In questo periodo è importante perdonare, lasciando andare il vecchio per fare spazio al nuovo che verrà. Ringraziare. Per quello che è arrivato e per il nuovo che arriverà.

La pratica in luna piena sarà concentrata sul secondo chakra, Swadhisthana, il chakra che rappresenta l’acqua e che governa tutti i liqui corporei, vedrà il susseguirsi di piegamenti in avanti e torsioni – perfetti anche per il meridiano stomaco. In luna piena è utile meditare, magari a fine lezione, perché la meditazione abbassa il prana della pratica.

L’energia della luna è sempre trasformazione.

Buona pratica!

 

Pubblicato da Sonia Pippinato

Yoga trainer 200RYT

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