Semplicità.

Sirsasana è la posizione sulla testa, il suo significato simbolico e archetipo è importante, perché rappresenta la paura in tutte le sue sfumature. L’attonimento che precede l’assestamento – talvolta cluadicante – della posizione giusta (per noi) richiede presenza e concentrazione. E poi, lo sgomento nel vedere il mondo sottosopra! Di sentire il corpo sottosopra! Le gambe diventano leggere. La testa pesante. Il cuore sopra la testa. Il respiro è accorciato. Sirsasana è il tempo sospeso. È quella posizione, più di altre, che ci porta a sentire il nostro corpo attraverso la gentilezza del respiro e dei micromovimenti. Sirsasana è chiamata anche la regina delle posizioni perché ha numerosissimi benefici. Per poterla eseguire ci vuole un po’ di tempo, bisogna imparare a sentire la paura dentro di noi – che blocca, accidenti se blocca – per capire come gestirla e come, attraverso essa, trarre la forza necessaria per poter stare su. Trovi le indicazioni per poter fare questa posizione su “Yoga secondo natura” il mio libro! Sirsasana non è adatta a tutti: è da evitare in caso di problemi alle spalle, al collo, alla colonna in genere, al naso e alla bocca, con ipertensione, gravi problemi alla vista, ernia iatale, reflusso gastrico, gravidanza avanzata e ciclo mestruale.

Ho pensato a lungo a questo post. Sono giorni che lo scrivo e lo cancello e lo riscrivo. Poi mi sono messa in ascolto, impossibile farne a meno visto che tutti – dai giornali ai social agli amici – hanno qualcosa da dire sulla situazione di crisi che stiamo vivendo.

Mi vien da dire: sentite quello che state dicendo? Sentite le parole che lanciate nell’etere? Le sentite davvero? Sono davvero necessarie – anche – le vostre parole?

Parole come virus, epidemia, pandemia, paura, contagio, panico, crisi, emergenza, complotto. Lamentele di ogni tipo. L’altro giorno addirittura ho sentito la parola austerity.

Ehi. Calma.

Le parole hanno un loro peso, un loro potere vibratorio. Danno forma al pensiero. Le parole diventano azioni che diventano comportamenti tangibili. Producono paura che produce crisi che produce austerity.

La paura in sé non fa male. Anzi. La paura mantiene l’attenzione, come in sirsasana, ci mette nelle condizioni di acuire i sensi. È l’eccesso di paura che fa cadere, proprio come in sirsasana.

Scegliete bene le parole che usate in questo periodo. Scegliete la via delle belle parole e delle belle azioni. Si può sempre scegliere, per cui, scegliamo la bellezza delle parole. Sarebbe meraviglioso se diventasse un’abitudine.

Ogni volta che apriamo bocca operiamo una scelta. Le parole possono creare: il parlare grossolano coinvolge anche il pensiero che a sua volta condiziona le nostre azioni. I nostri pensieri creano, modificano e generano le informazioni che determinano la nostra realtà.

Cerchiamo di usare questo tempo sospeso per guardare le cose da altri punti di vista, e cerchiamo in essi nuove opportunità e soluzioni.

Cerchiamo di diventare quello che in realtà già siamo. Persone semplici.

Cerchiamo di vedere le cose per come stanno senza lamentele di sorta.

Cerchiamo di avere fiducia nel nostro sistema sanitario che è uno dei migliori al mondo (ed è gratis, è bene ricordarlo ogni tanto eh) di attenerci alle poche semplici e responsabili regole sociali e di supportare, per come possiamo nel nostro piccolo, questo momento.

Perché tutto passa.

È un momento particolare, di crisi, di gente che lavora poco e di gente che lavora molto, di manifestazioni e progetti rimandati a data da definirsi e di tutto l’indotto correlato, di persone in difficoltà, di ospedali pieni. È tutto stravolto, rimandato, cancellato, chiuso, pieno, rallentato, distanziato, igienizzato. Il lavoro è importante, perché provvede al nostro sostentamento e a quello della comunità, ma alcune cose lo sono di più. Il benessere vero è davvero un’altra cosa, ce ne stiamo accorgendo?

È un momento di sospensione. Come se avessimo vinto del tempo in più. Trascorriamolo per fare qualcosa di edificante. Le palestre sono chiuse? Un ottimo motivo per iniziare a camminare. Dobbiamo stare a casa? Cimentiamoci con quella nuova ricetta. Finiamo quel libro. Usiamo questo tempo – un tempo sorprendentemente semplice – per fare le cose più semplici. Imparando a condividere e fruire gli spazi in modo alternativo.

Com’è quella storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Il bicchiere non è né l’uno né l’altro. Il bicchiere è un SEMPLICE bicchiere d’acqua. Tutto qui. Pieno o vuoto dipende da come noi decidiamo di vedere il bicchiere. E a quelli che dicono “io sono realista” ricordo che ognuno si crea la sua realtà e che tutto dipende da come decidiamo di vedere le cose, e quindi scegliere se vedere il bicchiere-e-basta o se vederlo nelle sue accezioni quantitative.

E se questa situazione di crisi ci stesse insegnando qualcosa? Se scoprissimo che il modus vivendi attuato fino a oggi non sia attinente alla nostra più intima natura di esseri umani? Se scoprissimo che la semplicità sia la chiave?

E se questa situazione così contingibile non ci aprisse a nuovi scenari di opportunità?

“Situazioni eccezionali ci portano a trovare soluzioni inedite, che richiedono creatività e collaborazione reciproca.”

Da un’intervista apparsa sul Corriere della sera di qualche giorno fa al prof. Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Irccs Humanitas, uno dei 10 immunologi più importanti a livello mondiale

Collaborazione. Credo sia la vera parola chiave di questo periodo, e dovrà esserlo anche nei mesi successivi, quando il momento critico sarà rientrato ma dovremo fare i conti con l’eredità che l’immobilismo forzato ci avrà lasciato. Saranno proprio i nostri comportamenti sociali e le nostre scelte a fare la differenza, proprio come adesso. Scegliamo quindi di fare le vacanze in Italia per esempio, o di frequentare teatri e cinema quando riapriranno – ci sarà un gran bisogno di evadere tra un po’, vedrete – scegliamo prodotti e servizi che, con il loro indotto diretto e indiretto, aiutino tutti noi.

Concludo questo post con il mantra dell’Ho’oponopono (letteralmente: rimettere le cose al proprio posto) un’antica pratica hawaiana il cui mantra, molto potente, richiama energia, pulizia e purificazione. Questa tecnica, che si basa sulla coscienza collettiva (indagata anche da Jung) riconosce che tutto ciò che vediamo, sentiamo, osserviamo è stato prodotto da noi e dalla nostra energia e questa energia non è altro che un’estensione dell’energia cosmica di cui siamo parte. Per cui, secondo questa teoria che riprende anche il concetto di Prana cosmico e prana individuale caro agli indiani, noi siamo un tutt’uno con quello che ci circonda.

Praticare il mantra dell’Ho’oponopono è molto semplice: siediti in un posto tranquillo, con le gambe incrociate – o come vuoi – mantieni la schiena dritta e le spalle morbide. Puoi tenere gli occhi chiusi o socchiusi. Fai qualche respiro profondo portando la tua attenzione all’aria che entra fresca dal naso e si scalda nella pancia, osservane il percorso per qualche respirazione. Poi ripeti mentalmente il mantra “mi spiace, perdono, grazie, ti amo”, queste parole, che vanno a risuonare con il nostro io bambino, quello più vero e innocente, aiutano ad assimilare i concetti di gratitudine, perdono e accettazione, valori preziosi e interculturali, importanti per tutta l’umanità.

Buon Ho’oponopono
Love

Pubblicato da Sonia Pippinato

Yoga trainer 200RYT

6 pensieri riguardo “Semplicità.

  1. Grazie Sonia ! Mi manca tanto lo Yoga e faccio fatica a praticarlo da sola a casa, mi manca tantissimo la condivisione il calore e la musica… spero di tornare alla normalità il più presto. Continua a scriverci e a tenere un contatto, è molto utile! Buon Ho’oponopono

  2. Brava Sonia, le tue riflessioni e i tuoi consigli non potevano essere più utili e preziosi, è vero anch’io penso che questo periodo possa essere per tutti un’opportunità, per rivedere e correggere alcune nostre cattive abitudini, ti ringrazio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...