Incredibile!

 

 

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Colui che ha ideato il claim “Incredibile India” non poteva trovare aggettivo migliore. Non credo esista altra parola per poter raccontare questo posto. È DAVVERO incredibile. È tutto e il suo contrario. È colori, gioia, bellezza, sorrisi, strati di storia, cultura e tradizioni che si sovrappongono a rumore, polvere, caos, miseria, incuria.

Davvero difficile non giudicarla, mi rendo conto, ma per poterla apprezzare è fondamentale non cadere in questo populistico errore. Più difficile è semplicemente accettare quello che è, così com’è, riempiendosi gli occhi e il cuore di tutto questo incredibile.

Mi ha rapita. Non l’avrei mai detto, mai. Non ho mai avuto quella “cosa” dell’India. Neppure durante il mio percorso di studio per diventare insegnate yoga. Eppure venire fino qui, arrivare a Rishikesh, patria dello yoga, in una delle zone più povere dell’India, ha contribuito al mio arricchimento. Mi sento nutrita come non mai, come insegnante ma soprattutto come persona. Sono stati solo pochi giorni ma sufficienti a farmi perdere la testa.

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Certo, l’India, questa India, non è il posto dove abbandonarsi al bucolico riposo – per quello esistono decine di splendide isolette nel nostro Mediterraneo – anche se il senso di benessere che lascia è la cosa più sublime a cui si possa pensare. L’India ti obbliga a fare delle cose che altrimenti non faresti. Per esempio, allena la pazienza. Penso in strada: un delirio di traffico, che potrebbe tranquillamente non essere così caotico. Qui è un coacervo di pedoni, mucche, cani, tuk tuk, macchine, moto, motorini, bus e camion di varie misure e tutti i mezzi di locomozione (tutti) suonano il clacson. Sempre. Lo fanno per avvisare che stanno per superare, per far spostare i pedoni (!?!?!!) o i cani che si addormentano in mezzo alla carreggiata o per velocizzare l’attraversamento di una mucca. È una cosa che ha quasi dell’incredibile, basterebbe, per esempio, che i pedoni camminassero sulla carreggiata opposta a quello di marcia. Per esempio.
Invece qui è tutto uno strimpellare di clacson, con il risultato che il livello di inquinamento acustico è altissimo. Ma nessuno fa una piega. Nessuno litiga, nessuno si insulta, nessuno ti manda a quel paese. È incredibile, nessuno lo fa. Ed è proprio da qui che parte la prima riflessione, l’insegnamento numero uno. Come mai non si scompongono? Il frastuono è assordante, la gente tantissima, il caldo tanto caldo, la polvere che entra negli occhi. Il caos. Perché – ma soprattutto come – mantengono questa calma che forse è ancor più snervante del delirio stesso? Come fanno? Cosa sanno che noi non sappiamo?
Non ho la risposta. So solo che il primo giorno pensavo di andarmene e il secondo giorno ho iniziato a fare così anch’io. Per osmosi, non perché sia illuminata. Certo, ho cercato di percorrere strade alternative: studiando scorciatoie e zone meno trafficate ho scoperto nuovi scorci affascinanti! Insegnamento numero due.

Mentre cammini per strada, col naso all’insù e gli occhi che impazziscono nel vortice della curiosità, è facile incontrare uno sguardo indiano che ti sorride e ti dice “namaste”. Colti dalla disarmante semplicità di quel gesto, non si può far altro che rispondere al saluto, magari seguito da “Ji” il suffisso generico che in indi si usa un po’ come il nostro “signor” o “signora”. Insegnamento numero tre.

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Grazie India. Ti sarò sempre grata di tutto quello che sei riuscita a trasmettermi. Sto già pianificando le tappe del prossimo viaggio perché ormai si è acceso il lume della curiosità e dell’approfondimento.
Sono stata fortunata, sfacciatamente fortunata. Ho incontrato persone meravigliose e parlato con gente che arrivava un po’ da tutto il mondo, mi sono fatta nuovi amici con cui ho condiviso l’amore per lo yoga, trascorso del tempo di qualità e conosciuto persone che mi hanno dato delle dritte pazzesche su cosa fare e come muovermi al meglio a Rishikesh.

All’inizio di questo viaggio mi chiedevo cosa ci facessi qui. Non l’ho ancora ben capito ma ora so che sono qui perché avevo bisogno di tutto questo. Di uscire dalla mia comfort zone, dalla mia routine, di misurarmi col diverso, di questo casino (sì!) di abbandonarmi alla pratica e alla meditazione quotidiana e costante. Di conoscere.

Grazie India. Grazie Rishikesh. Grazie Swami Samarth. Grazie Joy. Grazie Luca. Grazie.

 

Ecco cosa ho fatto a Rishikesh. La mia piccola guida.

Prima di partire:

Viaggiate leggeri! E scegliete un bagaglio comodo, uno zaino sarebbe l’ideale e soprattutto non riempitetelo troppo. Comprerete tantissime cose, ve lo garantisco. Non dimenticate una pashmina / sciarpone leggero da usare nei luoghi sacri, se siete donne, ma anche in strada io preferivo non essere eccessivamente scoperta. E una borraccia da riempire con acqua potabile (quella in giro per le strade non lo è!). Last but not least, portate con voi del disinfettante per mani, delle salviette disinfettanti per corpo ma anche tipo LisoForm, dei fermenti lattici e un medicinale tipo Imodium. Io non ho usato nulla, però magari sono stata solo fortunata. Non dimenticate una crema solare e un buon collirio. Nel mio primo soccorso non mancano mai gli olii essenziali di Tea Tree (per disinfettare ma anche per curare il raffreddore), menta piperita (scioglie le tensioni muscolari) e lavanda (elimina il mal di testa perché estremamente rilassante. Gli OE vanno usati sempre diluiti con un po’ di olio conduttore, in questa stagione uso l’olio di karitè, ma vanno benissimo anche olio di sesamo o di cocco.

Ah, non dimenticate una guida per l’India! Io ormai mi affido solo alle Lonely Planet. Purtroppo esiste solo la guida di tutta l’India ed è un po’ alta e pesante, non hanno fatto, come Routard per esempio, India del Nord e India del Sud.

Se intendete venire a Rishikesh, nello stato dell’Uttarakhand a nord dell’India sul confine tra Tibet e Nepal, prediligete se potete la mezza stagione. In inverno qui fa freddo e in estate fa troppo caldo. Un giorno si sono sfiorati i 49°. Per dire.
Questo stato ha altezze estreme ma Rishikesh si trova a bassa quota e il periodo migliore per vistarlo è tra ottobre e aprile.

L’aeroporto internazionale più vicino a Rishikesh è quello di Delhi, da cui potete prendere un volo (con Air India o una low cost indiana come IndiGo e Jet Airways) per Dehra Dun, a una mezzoretta di auto da qui, oppure, sempre da Delhi, prendere un autobus Volvo. Il viaggio dura circa otto ore ma dicono che ne valga la pena. Se invece scegliete – come me – l’aereo e dovete affrontare uno scalo lungo, non preoccupatevi, l’aeroporto di Delhi è molto bello, pulito e con diverse lounge dove poter fare un pisolino o una doccia. La più bella la trovate al piano terreno, prima di salire per le partenze. C’è anche il wi-fi, ma dura pochissimo, usatelo con parsimonia.

Rishikesh divenne particolarmente famosa quando i Beatles sul finire degli anni ’60 si stabilirono per un certo tempo nell’ashram di Maharishi Mahesh Yogi, ora chiuso e divenuto un luogo d’attrazione turistica. Qui i Beatles incisero il loro meraviglioso White Album. Un pezzo miliare nella storia della musica.

La città si definisce “capitale mondiale dello yoga” e qui in effetti ci sono una miriade di ashram, centri yoga, scuole per tutti i gusti e per tutte le tasche. La maggior parte di questi si trovano sulle immediate vicinanze delle rive del Gange, il fiume sacro caro agli indiani che taglia in due la città. E la maggior parte delle attrazioni sono dislocate tra i due ponti pedonali sospesi (sebbene passino tranquillamente e indisturbati anche moto e motorini, ma capita di trovarci anche delle mucche che hanno deciso di fare una sosta proprio nel mezzo!) che sono Ram Jhula e Lakshman Jhula.

Da non perdere il Ganga Aarti, la cerimonia che ogni giorno si tiene di fronte all’ashram Parmarth Niketan, sulle rive dal Gange, dove centinaia di persone di ogni cultura, lingua, religione, si ritrovano per la Pujia quotidiana, il ringraziamento devozionale di fronte alla stata di Shiva. Un’esperienza davvero emozionante.

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Dove ho fatto il mio ritiro:
A Rishikesh ci sono tantissime scuole, ognuna con il loro stile. È molto difficile dall’Italia sceglierne una se non si hanno dei riferimenti. Quindi, ho scelto a istinto. Che non so bene che vie abbia preso ma, credetemi, ho fatto una grande scelta. Se intendete fare un teacher training scegliete quelli che sono certificati Yoga Alliance USA, la vostra preparazione seguirà gli standard internazionali e con il vostro diploma potrete insegnare yoga in tutto il mondo. Io sono stata da Yoga Essence.

Dove ho soggiornato:
Yoga Essence si trova all’interno di un resort, il Tapovan Vatika Hotel, sulla collina di Tapovan, che comprende albergo, ristorante (dove si mangia benissimo) e scuole di yoga. Oltre a Yoga Essence infatti c’è anche Yoga Vidya Mandiram, un’ottima scuola che propone anche lezioni di ashtanga a frequenza libera.

Confesso che appena entrata nella mia stanza, ho chiesto subito il collegamento con la rete wi-fi per poter cercare un’altra sistemazione in uno di quei mega alberghi per ricchi! Ero semplicemente in un posto molto indiano e terribilmente stanca dal viaggio. Prima ancora di cambiarmi, avevo già tirato fuori le salviettine LisoForm e pulito tutto (sì, perché amo i viaggi wild, certo, ma rimango pur sempre attaccata alle mie sacrosante abitudini igieniche). Poi una bella doccia nel bagno senza doccia. Sì, perché la maggior parte dei bagni in India non hanno il box doccia: c’è solo il sifone in mezzo al bagno e l’acqua si raccoglie in un secchio per poi defluire da uno scarico sul pavimento. Tutto qui. Ah, poi ho dovuto chiedere la carta igienica perché qui non si usa, la si trova solo nei posti turistici. Per pulirsi, gli indiani usano l’acqua tramite un rubinetto posto vicino al water. E pensare che la prima volta che lo vidi credevo servisse per pulire il bagno, ahahah!
Passato lo spaesamento e l’incredulità del primo giorno, sono stata un gran bene al Tapovan Vatika Hotel. E ho fatto benissimo a non andarmene. Che rinchiudersi in una gabbia dorata avrebbe solo amplificato l’effetto lamentela. E poi il ristorante dell’albergo è ottimo!
Tapovan Vatika Hotel, Tapovan, Laxman Jhula, Rishikesh

Dove praticare:
Ovunque ci sono scuole e ashram dove poter praticare yoga, c’è l’imbarazzo della scelta. Nella zona di Tapovan c’è il Devi Music Center dove dal lunedì al venerdì potete praticare Hatha Yoga, seguire lezioni di musica, ascoltare concerti o semplicemente stare in un posto molto bello.

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Dove andare per un massaggio ayurvedico super:
Un giorno mi sono regalata un massaggio ayurvedico pazzesco da Vedic Ayurvedic Treatments. Potete farvi un massaggio doppio come il mio, oppure optare direttamente per l’Abhyangam il tradizionale massaggio al corpo ayurvedico fatto con l’olio di sesamo caldo. Ma vi consiglio di non perdervi Shirodhara, una vera e propria terapia dove l’olio caldo cola direttamente sul sesto chakra, in mezzo alla fronte. Happy, il proprietario, vi accoglierà e gentilmente cercherà – come nelle migliori tradizioni commerciali – di vendervi i trattamenti più costosi. Scegliete quello che volete perché in ogni caso il relax è garantito.

Dove ho bevuto il miglior Chai Masala Tea:
Spesso andavo a fare colazione da Ira’s Kitchen & Tea Room. Ottimo il Chai Tea (tea speziato – la ricetta è variabile e credo anche segreta visto che nessuno me l’ha data con esattezza! – con aggiunta di latte o latte di soja) e la crowcy ball con lo yogurth fatto in casa da Ira. È un posto dove sentirsi a casa fuori da casa, frequentato da stranieri, ottimo per la colazione e il pranzo. La gentilezza di Ira fa sentire in pace.

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Dove ho mangiato (benissimo):
Tat Cafè
Affacciato sul Gange, qui sono ottimi i pancakes vegani al limone, per colazione, e ho mangiato molto bene anche a cena.
Hanuman Mandir, Laxman Jhula Rd, Paidal Marg, Tapovan, Rishikesh

Tattv Cafè
Sopra il Pundir General Store – Organic Store, uno dei pochi posti con aria condizionata (ma è sempre meglio stare fuori, anche se fa caldo, perché l’aria condizionata qui uccide) ottimi i dolci vegani by Cookie Lady vegan bakery.
Haridwar Rishikesh Badrinath Rd, Tapovan, Rishikesh

German Bakery
Ci sono diverse German Bakery in India, da questa parte di Rishikesh ce ne sono addirittura due, una vicino al Laxman Jhula e una – più defilata e secondo me più carina – nella via che dalla collina di Tapovan porta al Gange. Ci sono dei posti a sedere in sala ma se potete optate per la saletta interna con i divanetti e i tavoli bassi in vero indian style. Si mangia benissimo.
Haridwar Rishikesh Badrinath Rd, Tapovan, Rishikesh

Free Spirit cafe
Un locale molto molto carino che non si vede dalla strada. Anzi, dalla strada si vede solo una scalinata che recita “benvenuto” in diverse lingue. Saliteci. Non ve ne pentirete. Ottimo lo yogi tea. Fantastica vista sul Gange.
Haridwar Rishikesh Badrinath Rd, Tapovan, Rishikesh

Pure Soul – Cafe & Organic Kitchen
Posto molto pulito, molto attento alle esigenze dei turisti, si mangia vegetariano e vegano ed è tutto ottimo. Prezzi un po’ più cari rispetto alla norma. Ottimo chai masala tea.
Badrinath Road, near Hotel Dewa Retreat, Tapovan, Rishikesh

Divine Cafe
È il caffè del Divine Resort, un albergo di lusso. Fantastici i dolci e la vista. Posto super turistico ma pulito. Se vi interessa, qui fanno l’espresso (non l’ho provato… ero sempre alla caccia del miglior chai masala tea!). Il bagno è pulitissimo.
Tapovan Laxman Jhula, Rishikesh

Ganga Beach Cafe
Caffè direttamente sul Gange, ottima vista. Cucina indiana e internazionale, ambiente super friendly.
Shesdhara, Tapovan, Laxman Jhula Road, Rishikesh

60’s Cafe Delmar/ Beatles Cafe
Bel locale con ottima vista sul Gange, pieno di memorabilia d’epoca e rock anni ’60 in sottofondo.
Paidal Marg, Tapovan Sarai, Near Hanuman Mandir, Badrinath Road, Laxman Jhula, Rishikesh

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Dove comprare qualcosa:
Rishikesh è piena di bancarelle ovunque, se volete comprare qualche regalino, gli incensi, l’argenteria, optate per le bancarelle, o negozi, dei nepalesi, in genere hanno merce con una qualità superiore. Non dimenticatevi di contrattare! Siamo pur sempre in un paese famoso per i suoi commerci e l’arte della contrattazione è un must.

Pundir General Store – Organic Store
All’Organic Store c’è un po’ di tutto, dai tappetini per lo yoga, alle spezie, dai prodotti dell’artigianato a quelli ayurvedici. È ben fornito, il proprietario parla molto bene l’inglese, cosa alle volte non scontata. Alcune cose qui costano un filo di più rispetto ad altri posti, però fateci un salto, è davvero fornitissimo e al piano superiore c’è un bel caffè con una vista fantastica sul Gange.
Haridwar Rishikesh Badrinath Rd, Tapovan, Rishikesh

Cashmere & sete
Babylon Handloom House
Troverete pashmine, foulard, sciarpe e maglioni di cashmere. Fantastico.
Laxman Jhula Rd, Near post Office, Laxman Jhula, Rishikesh

Libri sullo yoga & co.
Subito dopo il Babylon Handlom House c’è un negozio dedicato allo yoga, fuori ci sono tappetini ma dentro in realtà è pieno zeppo di libri e alcuni costano davvero pochissimo come quelli di Yoga Pubblication Trust.

 

Buon viaggio

 

 

 

Pubblicato da Sonia Pippinato

Yoga trainer 500 RYT, RYPT, yoga nidra, yin yoga.

2 pensieri riguardo “Incredibile!

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