(Lo yoga per) Il caldo.

170710
Ardha Matsyendrasana, posizione di Matsyendra, il signore dei pesci, il primo praticante di yoga! — la leggenda narra che ancora in fasce venne inghiottito da un pesce dove visse nella sua pancia per ben 12 anni. Ne uscì solo dopo gli insegnamenti di Shiva che, manifestandosi in fondo all’oceano, insegnò lui la pratica dello yoga. La leggenda dice anche che Matsyendra riuscisse a ruotare il busto di 180 gradi! È per questo che la posizione viene preceduta dalla parola “Ardha” che in sanscrito significa “metà”. Questa asana consiste in una potente torsione del busto e sollecita Manipura e Vishudda Chakra, rispettivamente terzo e quinto Chakra. Benefici: stimola il flusso sanguigno verso gli organi interni corroborando Agni, il fuoco digestivo interiore, e nel corpo fisico anche fegato e reni. Energizza e ringiovanisce la colonna vertebrale, aiuta a dare un sollievo alla sciatalgia e al mal di schiena in generale, distende il muscolo piriforme e i glutei. In yoga terapia viene usata per curare asma e infertilità. Sviluppa pazienza favorendo le transazione dei cambiamenti. Da evitare: in gravidanza (dove è meglio eventualmente preferire la torsione dal lato aperto), con grave osteoporosi, con problemi gravi alle ginocchia e alle anche. Per i principianti: usa un cuscino sotto i glutei, abbraccia il ginocchio senza portare il braccio oltre, oppure esegui la versione semplificata con la gamba a terra distesa.
L’estate è la stagione degli estremi, forse più dell’inverno. O la odi o la ami. Perché, diciamolo, chi è infastidito dal freddo può sempre coprirsi a più non posso e quindi sopportare le basse temperature, ma per chi mal tollera il caldo c’è poco da fare. Che non ti puoi togliere la pelle.

Eppure l’estate è necessaria forse più dell’inverno, cari miei summer haters. L’estate è il periodo dell’abbondanza dove l’energia si espande ovunque incrementando la capacità creativa di apertura e comunicazione ed è governata dal dosha Pitta* che, appunto, possiede come qualità intrinseche il calore, la secchezza e la leggerezza e ha come elementi il fuoco e l’acqua. La sua energia di calore risiede nella zona del plesso solare (manipura Chakra, il secondo Chakra, corrispondente a stomaco, fegato, pancreas ma anche all’organo della vista). Gli organi che maggiormente lavorano in questo periodo così caldo sono il cuore, il piccolo intestino, la milza e lo stomaco, per cui la pratica yoga in questo periodo andrà a riequilibrare questi organi.

Il sole intenso e bruciante estivo fa accumulare calore e energia al corpo, corroborando così l’aumento di questo dosha che può portare a eritemi e irritazioni varie, fisiche ma soprattutto mentali. Avete presente le “botte di caldo” che fanno aumentare depressioni e vari attacchi d’ira e che durante i mesi estivi talvolta – ahimè – si tramutano in tragedie che popolano le prime pagine dei giornali? Ecco. Loro.

La carica di energia che ci regala il sole è davvero potente ma bisogna saperla gestire, soprattutto per non trovarsi impreparati quando inevitabilmente percepiamo troppo caldo. Il sole, senza eccessi, aiuta a produrre serotonina che ha proprietà antidepressive e vitamina D che aiuta a fissare il calcio nelle ossa. Ricordatevi di esporvi al sole del primo mattino o del tardo pomeriggio, nel resto della giornata proteggete la pelle – il nostro organo più esteso – con una buona buona crema solare protettiva e anche gli occhi con un paio di occhiali da sole.

Fosse per me vivrei sempre indossando lunghi e freschi abiti di cotone avendo come orizzonte il mare. Ma non siamo tutti uguali. Se avete come dosha predominante Pitta, l’estate può essere un periodo piuttosto complicato. Ed è qui che la pratica yoga può essere d’aiuto.  È utile iniziare la pratica seduti, in una posizione comoda e con l’attenzione al respiro che scende oltre l’ombelico e che via via diventerà sempre più calmo. Poi, se non soffrite come me di pressione bassa, potete praticare un pranayama rinfrescante come Sheetali (chiamato anche Sitali, come la sua pronuncia esatta). Questa tecnica, uno dei pochi pranayama che si pratica con la bocca, riduce il calore all’interno del corpo e della mente, abbassa la pressione, elimina le tossine dal corpo ed è ottimo prima di andare a dormire in quanto calma e rilassa.

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Sheetali Pranayama, immagine via Pinterest
Come esguire Sheetali Pranayama: stringere le labbra e far fuoriuscire un pezzetto di lingua arrotolata ai lati (ci vuole un po’ di pratica ma viene!), da questa specie di cannuccia si inspirerà l’aria attraverso la bocca, socchiudere le labrbra ed espirare dal naso. Non forzare il respiro ma cercare la giusta calma, continuando a respirare in Sheetali almeno per dieci respiri.

Seguirà una pratica calma in cui l’attenzione è rivolta al respiro e dove si mantengono le posizioni un po’ più a lungo, in perfetto stile Hatha Yoga. Le asana da preferire in estate sono i piegamenti in avanti e le torsioni perché entrambe regolano Manipura Chakra e il suo eccesso (o carenza) di energia, e quelle invertite (dove cioè la testa è più bassa rispetto al cuore) perché sono molto rinfrescanti.

La miglior pratica, tuttavia, rimane quella che avviene dentro di noi. Il distacco unito al quel “lasciare andare” ciò che non ci serve (il continuare a ripetere “che caldo che fa” per esempio…) al fine di aprirci a nuove sensazioni, immersi nel nostro silienzio interiore, sono senz’altro il miglior approccio al caldo di questi giorni. E chissà. Nonostante il caldo consueto di questi mesi estivi sarà possibile percepire un po’ di fresco. Almeno durante la lezione.

Buona pratica.

Namastè.

 

*(Giurin giuretto presto spiegherò approfonditamente i dosha, l’ayurveda e co, per una spiega approssimativa sappiate che i dosha sono le caratteristiche che governano il corpo umano generando così la nostra prakriti, la nostra natura. Ma se ciò non dovesse momentaneamente bastarvi, fate un giro qui

Pubblicato da Sonia Pippinato

Yoga trainer 200RYT

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